“Si svuotino gli arsenali e si riempiano i granai”. Parte dalle parole dell’ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini il nuovo appello lanciato dal Coordinamento Disarmare la pace Disertare la guerra in vista della manifestazione in programma il 2 giugno davanti al deposito militare di Monte San Cosimo, sul versante di Sulmona, in località Ponte La Torre.
L’iniziativa, prevista a partire dalle ore 10 in occasione della Festa della Repubblica, nasce con un duplice obiettivo: contestare le politiche di riarmo portate avanti dall’Europa e dal governo italiano e chiedere la restituzione dell’area militare alle comunità locali per finalità civili e sociali.
Nel comunicato diffuso dagli organizzatori si parla di “una inarrestabile follia bellicista” e si denuncia il rischio di una escalation internazionale alimentata da governi che calpestano il diritto internazionale e decimano la popolazione civile.
Al centro della protesta anche l’aumento delle spese militari. Il Coordinamento ricorda che nel 2025 la spesa globale per gli armamenti ha raggiunto i 2.887 miliardi di dollari e punta il dito contro il piano europeo ReArm Europe, che prevede investimenti per 800 miliardi entro il 2030. Un progetto definito dagli organizzatori “il più grande progetto di conversione verso l’economia di guerra”.
Nel mirino anche l’industria bellica e, in particolare, Leonardo, indicata nel comunicato come una delle principali beneficiarie dell’incremento degli investimenti nel settore della difesa. Secondo il Coordinamento, mentre le aziende del comparto realizzano profitti da capogiro, le famiglie italiane devono fare i conti con crisi economica, precarietà e riduzione delle risorse destinate a sanità, scuola e welfare.
Ampio spazio viene dedicato anche alla situazione della Valle Peligna. Il deposito di Monte San Cosimo viene definito “un grave pericolo per la popolazione” perché considerato un obiettivo strategico in caso di conflitto. Nel documento si ricorda inoltre che l’area fu già bombardata durante la Seconda guerra mondiale dall’aviazione angloamericana.
Per il Coordinamento Disarmare la pace Disertare la guerra, la restituzione dei 133 ettari occupati dal deposito rappresenterebbe “un importante contributo per la rinascita del territorio”, oggi segnato da crisi economica e spopolamento. L’area, secondo una ricognizione effettuata nel 1968 dal senatore Michele Celidonio, risulterebbe già infrastrutturata e potrebbe essere destinata a protezione civile, attività produttive e iniziative sociali e culturali.
La mobilitazione del 2 giugno è la prosecuzione di una battaglia storica avviata nel primo dopoguerra dagli abitanti della Valle per riottenere i terreni espropriati dal regime fascista nel 1939 per la realizzazione del dinamitificio Montecatini-Nobel.



