Incursione degli attivisti No Snam nel cantiere di Sulmona: scritte e proteste contro la centrale

Nuova incursione nonviolenta da parte degli attivisti del coordinamento “Per il clima Fuori dal fossile” all’interno del cantiere Snam di Case Pente, a Sulmona. Un gruppo di manifestanti è entrato nell’area dei lavori e ha realizzato scritte con vernice bianca sui mezzi dell’impresa e sui grandi tubi del gas destinati alla centrale in costruzione, affiggendo inoltre manifesti a lutto.

Tra le frasi riportate compaiono slogan contro la presenza della società sul territorio e contro il progetto energetico in corso, con riferimenti alla tutela ambientale, alla salute pubblica e alla salvaguardia del patrimonio locale.

Secondo quanto dichiarato dagli attivisti, l’azione è stata condotta per denunciare quella che definiscono un’imposizione da parte della Snam e la prosecuzione dei lavori per un’opera ritenuta “devastante e inutile”. Nel mirino anche il progetto della cosiddetta Linea Adriatica, il metanodotto di 425 chilometri tra Sulmona e Minerbio (Bologna), considerato dal movimento non necessario alla luce delle attuali forniture energetiche.

Gli attivisti sostengono inoltre che l’infrastruttura comporta costi rilevanti, destinati a ricadere sui cittadini attraverso le bollette energetiche, e criticano il proseguimento degli investimenti nelle fonti fossili in un contesto di transizione energetica.

Non si tratta del primo episodio di protesta nel cantiere di Case Pente: in precedenza erano state messe in atto altre iniziative, tra cui presidi, distribuzione di volantini e azioni dimostrative. Gli attivisti evidenziano inoltre come, a loro dire, non siano finora seguite denunce nei loro confronti nonostante i divieti di accesso all’area.

Nel comunicato vengono infine sollevate ulteriori contestazioni relative a criticità ambientali, paesaggistiche e archeologiche legate ai lavori, tra cui l’impatto su habitat naturali, l’abbattimento di ulivi e la copertura di siti di interesse storico. Gli attivisti ribadiscono la volontà di proseguire nella mobilitazione a difesa del territorio.