“Presa della Battigia” 2026 a Pescara: l’iniziativa di Mare Libero APS

Nella giornata di sabato 18 luglio, si è rinnovato l’appuntamento della “Presa della Battigia”, l’iniziativa promossa dall’associazione Mare Libero APS che richiama simbolicamente la storica presa della Bastiglia del 14 luglio 1789 a Parigi, durante la Rivoluzione Francese. La ricorrenza è declinata sul tema della libera fruizione del demanio marittimo e, per la prima volta in assoluto, l’iniziativa ha fatto tappa in Abruzzo sul litorale di Pescara: un gruppo di attivisti si è ritrovato sull’arenile per esercitare concretamente il proprio diritto a godere della spiaggia in quanto bene pubblico.

L’azione si è svolta in uno storico stabilimento balneare del centro, nei pressi dell’incrocio tra viale della Riviera Nord e Viale Muzii. Gli attivisti hanno piantato un ombrellone e steso i propri teli davanti alla prima fila di lettini, posizionandosi comunque dietro la linea immaginaria dei 5 metri dalla battigia per garantire il libero passaggio e non intralciare in alcun modo le eventuali operazioni di soccorso.

La presenza del gruppo ha subito innescato una reazione da parte del personale della struttura: dopo pochi minuti, due lavoratori dello stabilimento hanno tentato di allontanare gli attivisti provando a rimuovere con la forza i loro teli mare. Fallito questo primo tentativo, è intervenuto direttamente il gestore dello stabilimento, il quale ha cercato di far valere la proroga della propria concessione fino al 2033.

Gli attivisti hanno risposto con calma e fermezza, spiegando i termini legali della questione: le sentenze dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato numero 17 e 18 del 2021 hanno infatti decretato che le concessioni balneari sono scadute a fine 2023. Di conseguenza, qualsiasi ulteriore proroga è da considerarsi priva di efficacia in assenza di gare pubbliche e trasparenti. Si tratta di procedure che il Comune di Pescara non ha ancora indetto, mentre realtà vicine, come il Comune di Vasto, hanno dovuto adeguarsi ai pronunciamenti del Tar avviando i bandi per la prossima stagione balneare.

“In sostanza, in assenza di gare pubbliche, quelle attuali sono a tutti gli effetti spiagge libere. Chiunque ha il diritto di andare al mare dove desidera, portando con sé il proprio ombrellone e il proprio telo”, hanno ribadito i rappresentanti di Mare Libero APS.

Di fronte alle precise argomentazioni giuridiche, il gestore ha dovuto desistere, lasciando che il gruppo continuasse a prendere il sole e a fare il bagno nel punto scelto.

La situazione del litorale pescarese appare particolarmente critica: le spiagge libere in città rappresentano meno del 20% del totale, con la Regione Abruzzo che ha persino concesso a Pescara la possibilità di scendere fino alla soglia del 10%. Mare Libero APS chiede un cambio di rotta radicale: ogni Comune dovrebbe garantire almeno il 50% di spiagge libere per i propri cittadini. Tali aree, inoltre, devono essere dotate dei servizi essenziali e individuate in tratti di costa idonei, lontano dalla foce dei fiumi, dalle infrastrutture portuali o dagli scarichi fognari.